Non ha niente a che fare con il Mob, ma si tratta di coinvolgimento. Non ha niente a che fare con il Mob, ma si tratta di stupore e partecipazione. Si tratta di condivisione e possibilità di essere protagonisti, di giocare e interagire. Così, anche se questa volta il Mob non c'entra nulla, voglio postare questo sito, perchè è bellissimo. Visitatelo e dipingete le vostre emozioni. Ne vale la pena.
I primi due mob di T-Mobile mi avevano colpito, emozionato (vedi il post dedicato). Avrei voluto esserci. Avrei voluto cantare e ballare. Il terzo episodio della serie life is for sharing, ambientato in una piscina all'aperto, mi lascia invece indifferente. Sì certo, è un mob, ma manca tutto: manca la partecipazione della gente, manca l'imbarazzo iniziale di chi vorrebbe partecipare ma si vergogna, manca il progressivo coinvolgimento della folla, manca quell'ascesa graduale verso un finale emozionante, manca il divertimento, manca tutto quello che me lo faceva sembrare autentico. Insomma, non mi piace. Anche perchè, se il filo conduttore è che la vita è condivisione, lasciare il pubblico sul bordo della piscina mi sembra un enorme passo indietro. Uno scivolone capita a tutti, aspetto la prossima puntata T-Mobile.
Cannes si avvicina e a giocarsi la vittoria c’è anche questo commercial di Fallon Londres Uk per Sony. Oltre a essere perfettamente iscrivibile nella categoria Mob per il suo carattere liberatorio e disruptive, questo spot mi permette di parlare di un’altra distintiva caratteristica dell’estetica Mob, ovvero la capacità di esorcizzare le paure e le ansie della collettività. In questo spot si sfrutta uno dei timori più radicati nell’ambiente urbano e più tipico del nuovo millennio: il terrore del terrorismo, la paura recondita ma reale che tutto possa accadere anche nelle strade più a noi familiari. Anche nel pluripremiato Nike Tag, nella corsa per non farsi toccare, era presente questo elemento, legato in quel caso più alla paura degli “untori”. In questo caso a me personalmente le immagini della grande nebbia bianca schiumosa che invade la città ricordano vagamente le terribili immagini della polvere sollevata dai grandi attentati del nostro secolo, Londra e New York in primis. Lo skyline, l’ambientazione, alcune scene aumentano questa sensazione. Una immagine in particolare su tutte: la donna avvolta completamente dalla schiuma in chiusura dello spot mi ha subito richiamato alla mente la foto linkata sotto. Mob per esorcizzare e per liberarsi dalla paura dunque, per dimostrare che se la paura può essere forte, il divertimento e lo stupore possono esserlo ancora di più.
Sony - Foam City
Immagini relative agli Attentati di Londra e New York:
In un negozio di abbigliamento a Los Angeles, California, è stata messa in atto questa azione di guerrilla marketing per promuovere il reality show Hammertime. I pantaloni dorati pare facciano riferimento al personaggio principale dello show. In molti blog questa performance è stata definita come un pallido tentativo di emulazione nei confronti della molto più efficace Dance Station di T-Mobile, di cui abbiamo già trattato su queste pagine. Un distinguo è d’obbligo: sebbene le due attività facciano riferimento alla stessa estetica della disruption e dell’irruzione del quotidiano, gli obiettivi che si prefiggono sono totalmente differenti e quasi diametralmente opposti. Dance Station di T-Mobile era un modo di coinvolgere il pubblico in un evento partecipativo, questo Hammertime happening tenta chiaramente si disorientare e straniare gli spettatori (la corsa in ingresso e in uscita è un chiaro sintomo di questo scopo). Certamente in entrambi i casi lo stupore è parte integrante e fondativa dell’attività, ma mentre in un caso è la base per una successiva partecipazione (il making of lo conferma), nell’altro sembra essere il fine ultimo perseguito.